I didn’t bring my watercolours with me

by Andrea Ponsi published on September 22, 2009

I didn’t bring my watercolors with me. If I had, now, leaning against this railing at Piazzale Michelangelo overlooking the fields towards the Forte di Belvedere, I would take out a sheet of paper, dip my brush in water and mix my colors.

First I would prepare a nice green, as fresh as these April meadows right after a rain. With two or three brushstrokes I would draw an isosceles triangle with its top side horizontal to the skyline, one side slanting to the right where the city walls dip down into the city, and the third side slanting lower, interspersed with cypress trees.

After mixing a darker green, almost black, I would make bold strokes from the bottom towards the top, lifting my brush as I go, to create cypresses with tops pointed like flames, some isolated and others joined together in a little woods. Next I would mix gray and blue, and spreading the color broadly, I would flood the entire upper half of the sheet with sky. Then while this wash was drying, I would come back to the green of the fields, which would be dry by now, with quick touches of the brush in pink (the peach trees in bloom) and yellow-ochre (the farm-houses). Taking a pencil, I would define some details: the branches of a distant pine tree, next to the outline of the Forte di Belvedere, the little windows of the houses on the meadows, the line of the city walls that make their way into the city, topped at intervals by square watchtowers.

I would let the paper dry again. I would look at the landscape again and perhaps think that what I had done was only the interpretation of a given moment, of something that is always transformed with the changing seasons, the time of day, the intensity of the light, the weather, the point of view. That it was the vision of a landscape that is never the same, that changes over time along with the person who observes it, feels it, draws it, describes it – like me, in this precise moment, different from every other moment.



Non ho portato con me gli acquerelli. Se lo avessi fatto, adesso, appoggiato a questa balaustra che dal Piazzale Michelangelo dà sui campi verso il Forte di Belvedere, avrei estratto un foglio, intinto il pennello nell’acqua e miscelato i colori.

Per prima cosa avrei preparato un bel verde, fresco come questi prati di aprile bagnati da un recente piovasco. Con due o tre pennellate, avrei definito un triangolo isoscele, il lato superiore orizzontale al confine col cielo, un lato inclinato sulla destra dove sono le mura che scendono nella città, il terzo lato inclinato, interrotto da vari cipressi, più in basso.

Dopo avere miscelato un verde più scuro, quasi nero, con un tratto deciso dal basso verso l’alto, avrei, togliendo nel gesto pressione al pennello, formato cipressi appuntiti come fiamme, alcuni isolati, altri uniti tra loro in un piccolo bosco. Avrei poi mescolato il grigio ed il blu e, con una vasta stesura, inondato di cielo l’intera metà superiore del foglio. Poi, mentre la lavatura stava asciugandosi, sarei ritornato sul verde dei campi, ormai secco, con leggeri tocchi di rosa (i peschi ora in fiore) e di ocra giallastro (le ex case coloniche). Con un lapis avrei poi delineato alcuni dettagli: i rami di una chioma di pino lontana, accanto al profilo del Forte, le piccole finestre delle case sui prati, la linea delle mura che ritmate da squadrati torrioni si infilano nella città.

Di nuovo avrei lasciato il foglio asciugare. Avrei posato un altro sguardo sul paesaggio e forse pensato che la mia era solo l’interpretazione di un dato momento, di qualcosa che si trasforma sempre con le stagioni, con l’ora del giorno, con il tono di luce, col tempo atmosferico, con il punto di vista. Che era la visione di un paesaggio che non è mai lo stesso, che cambia nel tempo insieme a chi lo osserva, lo sente, lo disegna, lo descrive, come me stesso, in questo preciso momento, diverso da ogni altro momento.

© 2009 by the Rector and Visitors of the University of Virginia. Excerpted from "Florence: A Map of Perceptions", forthcoming from the University of Virginia Press. Watercolor by Andrea Ponsi.

Keywords: Piazza, Vedute (Views)   Topic: Portraits

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